martedì 26 gennaio 2010

FASI OPERATIVE PER UNO STUDIO EFFICACE.

FASI OPERATIVE PER UNO STUDIO EFFICACE.

FASE PRELIMINARE: preparazione e predisposizione allo studio.
OBIETTIVI:
1. Studiare nel miglior modo possibile.
STRATEGIA:
1. Elimina ogni fonte di distrazione come la televisione, la radio, le voci di altre persone;
2. Concentrati nel silenzio.
PRIMA FASE: lettura orientativa del capitolo.
OBIETTIVI:
1. Farsi un’idea complessiva dell’argomento, del contenuto e della struttura del capitolo;
2. Far tornare in mente tutto ciò che già si sa dell’argomento.
STRATEGIA:
1. Fai una particolare attenzione al titolo, al sottotitolo, al titolo di ogni paragrafo, alle parole in neretto. Non dimenticare di osservare le immagini e le loro didascalie perché questa associazione tra illustrazioni ed informazioni ti aiuterà a ricordarle più a lungo.
2. Fai una particolare attenzione al primo e all’ultimo paragrafo.
SECONDA FASE: lettura approfondita e ordinata di ogni paragrafo.
OBIETTIVI:
1. Capire il contenuto di ogni singolo paragrafo;
2. Ricavare le informazioni;
3. Selezionare e memorizzare le informazioni più importanti.
STRATEGIA:
1. Divisione in sequenze;
2. Sottolineatura delle informazioni anche con l’uso di colori diversi. Si può utilizzare il rosso per quelle principali ed il blu per le altre che dovrai comunque ricordare;
3. Individuazione delle parole chiave da cerchiare per facilitare la memorizzazione ed il successivo ripasso;
4. Invenzione di un titolo per ogni sequenza in base alle informazioni che vi sono contenute;
5. Collegamento delle sequenze in base ai legami logici, spaziali, temporali ecc.
6. Eventuale completamento del questionario oralmente o in forma scritta;
7. Ripetizione orale di ogni paragrafo per una o più volte.
TERZA FASE: produzione di schema scritto.
OBIETTIVI:
1. Rivedere e sistemare le informazioni;
2. Memorizzare le informazioni;
3. Schematizzare le informazioni secondo un ordine logico.
STRATEGIA:
1. Elaborazione di una mappa, di una tabella o di un altro schema.
QUARTA FASE: preparazione di un discorso orale.
OBIETTIVI:
1. Memorizzare le informazioni;
2. Riferire le informazioni con parole proprie.
STRATEGIA:
1. Ripetizione orale per frasi complete collegate ordinatamente tra loro. La ripetizione conclusiva dovrà avvenire con il libro chiuso. Ripetere davanti ad uno specchio potrebbe esserti di grande aiuto.

lunedì 18 gennaio 2010

GUARDANDO NEGLI OCCHI UN ANIMALE

DESCRIVI LE SENSAZIONI CHE HAI PROVATO GUARDANDO NEGLI OCCHI UN ANIMALE
L’animale che ho guardato negli occhi era Lusier, il mio criceto che è morto molti anni fa. E’ capitato per caso. Io ero piccola e stavo mettendogli il cibo nella vaschetta per farlo nutrire; quando ho alzato lo sguardo per vedere che faceva lui, subito ha smesso di giocare nella girandolina e si è avvicinato a me con quelle sue zampine corte e con quel suo corpo tozzo e grassoccio con varie sfumature del marrone. Ha alzato la sua testolina pelosa e io ho abbassato la mia. Io lo guardavo fisso per scoprire la sua reazione. Ad un tratto anche il suo sguardo incrociò il mio. Durò una frazione di secondo ma a me parve molto di più. I suoi occhiettini piccoli e tondi di un nocciola intenso, vagamente acquosi mi fissarono impauriti. Mi parve di cogliere nel suo sguardo una dose di nostalgia, forse per la sua famiglia, ma non solo quello. Percepii la strana sensazione che lui si sentiva in trappola, incapace di vivere liberamente la sua vita. Obbligato a vedere solo quello che gli sta di fronte. Costretto a arrampicarsi solo su una girandolina. Capii nel mio piccolo che rimpiangeva la libertà. La libertà di essere lui stesso e di andare dove voleva andare, ascoltando solo ciò che gli suggeriva il cuore, per quanto piccolo esso sia. Magari incapace di farsi una famiglia e quindi sentendosi inutile per la sua specie. Vergognandosi di essere costretto a vivere lì, in solitudine. I suoi occhi erano spenti e supplichevoli, benché tristi, molto tristi. Era in cattività anche se noi pensiamo che aveva tutto, cibo, acqua e perfino una girandolina su cui giocare e una casetta nella gabbietta, dove si poteva accampare la notte. Percepii inoltre che si sentiva inutile ad essere considerato solo un soprammobile, oggetto d’ornamento. Dovevo restituirgli la libertà e magari quegli occhietti color nocciola spenti, sarebbero potuti tornare ad essere luminosi e splendenti, proprio come il giorno in cui era venuto alla luce. Io inoltrata nei miei pensieri non mi accorsi che se ne era andato a giocare sulla girandolina, con gli occhi umidi e lucidi di rabbia, vergogna e solitudine. Saranno stati forse questi fattori a scaturire la sua morte poco tempo dopo. Lusier non era fatto per essere rinchiuso in una gabbia,costretto a vivere in un rettangolo, solo. Magari avrebbe potuto fare grandi cose, il mio Lusier, con i suoi simili. Ma noi, gli abbiamo negato questo diritto. Queste sono le sensazioni che ho provato incrociando il suo sguardo.

MARIA FLAVIA MAIORANO Classe 1^ sez. A Secondaria di 1° G.

sabato 31 ottobre 2009

LA LETTURA DI UN’IMMAGINE FOTOGRAFICA.

L’immagine fotografica è un vero e proprio testo che ha un suo specifico linguaggio. La sua funzione, in ambito geografico. è la funzione informativa di far conoscere elementi della realtà, di un determinato contesto. Nell’analisi di un’immagine, bisogna rilevare se essa è una foto o un altro tipo di rappresentazione, se è a colori o in bianco e nero, statica o in movimento. Gli elementi rilevabili si dividono in elementi naturali, elementi antropici ed elementi deducibili per ragionamento. La visione afferra prima la globalità ed in un secondo tempo ne percepisce la divisione in piani e campi. Nel caso di una fotografia riferita ad un’escursione, si può indicare la data e l’ora dello scatto.
Nello specifico, si guarda un’immagine:
• Per definirne i colori oppure il bianco e nero;
• Per definire se è statica oppure in movimento;
• Nel suo insieme;
• In primo piano, nei piani e nei campi;

Per quanto concerne gli elementi naturali, possiamo indicare:
• Le forme del terreno(Pianura, collina, montagna
);
• La presenza di acqua;
• Il clima;

• La flora;
• La fauna;
Per quanto riguarda gli elementi antropici, possiamo indicare:
• L’uso agricolo del suolo;

• La presenza d’insediamenti umani;
• La densità di popolazione;
• La presenza umana al momento dello scatto;
• La tipologia degli edifici;

• La viabilità ed i trasporti;
Gli elementi deducibili per ragionamento possono essere:
• La stagione dell’anno deducibile anche dall’abbigliamento delle persone;
• Il momento della giornata;

• L’uso economico del territorio (Settore primario, secondario o terziario);
• Se si tratta di un Paese ricco o in via di sviluppo;

• Lo stile di vita della popolazione;
• Eventuali altre osservazioni personali.




giovedì 29 ottobre 2009

300, TROY E QUO VADIS,FILM SEMI-STORICI SULL'ARGOMENTO DI STORIA CHE STATE STUDIANDO

“Quo vadis?”, opera letteraria dello scrittore polacco Henryk Sienkiewicz, è un romanzo storico pubblicato dapprima a puntate nel 1894 sulla “Gazzetta Polacca” e quindi raccolto in un unico volume nel 1896, portò a livello internazionale la fama dell'autore, che per questo divenne premio Nobel per la letteratura nel 1905. Sullo sfondo della Roma imperiale, soffocata dalla tirannide di Nerone, viene narrata la storia d'amore contrastrata e impossibile fra Licia, una cristiana, e Marco Vinicio, patrizio romano. Il loro è un amore solcato dalle differenze ideologiche che dividono i loro mondi: quello pagano, nel suo massimo splendore di gloria e nella sua massima decadenza morale, e quello dei cristiani delle catacombe, impregnato di preghiera e amore fraterno. La loro storia affonda dunque in quella serie di avvenimenti storici che condurranno al Grande incendio di Roma del 64 e, di conseguenza, alla successiva persecuzione anti-cristiana. Sienkiewicz decise di dare questo titolo al suo romanzo in ricordo del famoso episodio - ripreso da una tradizione popolare non contenuta nei Vangeli - nel quale Gesù appare a san Pietro, il quale gli rivolge appunto la domanda: Quo vadis, Domine? (Dove vai, Signore?). “Quo vadis?” divenne anche un film kolossal del 1951, diretto da Mervyn LeRoy. La pellicola ottenne, inoltre, 9 nomination, senza riuscire a vincere alcun premio Oscar; tuttora detiene il record per il maggior numero di costumi usati in un film, circa 32.000. La pellicola arrivò nelle sale italiane nel 1953. Ne esistono numerose versioni ( Wikipedia)


300 è un film diretto da Zack Snyder, adattamento cinematografico del graphic novel 300 di Frank Miller, ispirata a sua volta a un altro film, The 300 Spartans, un racconto semi-storico della battaglia delle Termopili svoltasi nel 480 a.C.. Il film è stato diretto da Zack Snyder con il supporto di Frank Miller, ed è stato girato con la tecnica del chroma key per riprodurre le immagini dell'originale fumetto. È uscito nelle sale in Italia il 23 marzo 2007. Il film è stato presentato al Festival internazionale del cinema di Berlino 2007, nella categoria fuori concorso. 300 era candidato come miglior film agli MTV Movie Awards 2007, e ha vinto il premio come migliore combattimento (Leonida, interpretato da Gerard Butler, contro il mostruoso immortale). (WIKIPEDIA)


Troy è un film del 2004 diretto dal regista tedesco Wolfgang Petersen. Il film narra in modo totalmente libero le vicende raccontate da Omero nell'Iliade: il rapimento di Elena, la guerra di Troia e soprattutto il mito di Achille. (WIKIPEDIA)


BALASSO RECITA ESOPO

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